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domenica 25 settembre 2016

Gli anni ruggenti : 1920 - 1930


In questo articolo troverete alcune foto ed un video da me realizzati riguardanti una ricostruzione storica degli anni '20, detti anche anni ruggenti. Perché si definiscono anni ruggenti? Che decennio fu quello ?


it.wikipedia.org

Anni ruggenti - Wikipedia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Anni ruggenti – in lingua inglese Roaring Twenties, ossia "i ruggenti anni venti" – è la locuzione che indica una specifica epoca del XX secolo, ovvero il decennio degli anni venti. Tale epoca è stata descritta da cinema, letteratura e musica. Favorita da un fenomeno di grande espansione industriale, poi rifluito nei disastri della grande depressione del 1929 e del proibizionismo, ha creato mode e determinato tendenze, praticamente in ogni aspetto del costume e dell'arte del tempo[1].
In quella fase storica l'utopia positivista del XIX secolo con il suo credo progressista abbandonava il campo dell'individualismo decadente e stravagante. Mentre negli Stati Uniti si assisteva all'esplosione dell'Età del jazz (e Francis Scott Fitzgerald dava alle stampe alcune sue opere, fra cui Il grande Gatsby, che bene descrive l'epoca) in Europa André Gide e Marcel Proust (quest'ultimo per un breve scorcio) davano un tocco personale alle nuove tendenze, in ascesa parallela rispetto a quella del movimento dada di Tristan Tzara e mentre il surrealismo di André Breton non era molto lontano. All'art nouveau succedevano i preziosismi dell'art déco.


Storia

Roaring Twenties come termine descrittivo degli anni venti è locuzione nata negli Stati Uniti, anche se ha avuto le relative traduzioni in varie lingue: in Francia e nel Canada francese quest'epoca fu definita années folles, in Spagna felices Años Veinte, in Germania goldene zwanziger. In pratica con Anni ruggenti si tende ad enfatizzare l'energia che caratterizzò specifici aspetti di un particolare periodo storico, con mutamenti che andavano ad interessare l'aspetto sociale, quello artistico e, soprattutto, quello del dinamismo culturale di un'epoca ritenuta per molti versi irripetibile.
Si registrarono nel periodo:
  • un ritorno alla normalizzazione politica dopo i disastri della prima guerra mondiale
  • l'esplosione del fenomeno della musica Jazz
  • l'evoluzione della femminilità che portò - oltre a mutamenti nella moda - a fenomeni di proto-femminismo come le suffragette e le anglosassoni flapper (equivalenti alle francesi garçonne o alle italiane maschiette)
  • lo sviluppo in campo artistico dell'art deco.
La Grande depressione, con il crollo di Wall Street del 1929 pose fine a quest'era e al sogno che portava con sé (quello di un mondo che poteva guardare al proprio futuro piuttosto che volgersi verso il passato). Una coda - quasi un'onda lunga - del mutamento dei tempi, peraltro, si ebbe nel decennio successivo, con ulteriori invenzioni e scoperte in campo scientifico e con uno sviluppo della ricerca che portò ad un'accelerazione nella crescita dello sviluppo industriale, con un conseguente aumento dei consumi e delle aspettative delle masse. Tutto ciò portò a significativi cambiamenti nello stile di vita di molte popolazioni, particolarmente di quelle legate alla cultura occidentale in generale e a quella del mondo anglosassone - apportatore delle maggiori innovazioni.*


Il primo dopoguerra

Per comprendere il fenomeno degli Anni ruggenti occorre analizzare il periodo storico in cui essi si collocarono, partendo come si è visto dagli Stati Uniti per riverberare il loro effetto sul Vecchio Continente. Negli anni immediatamente successivi al primo conflitto mondiale, l'Europa era alle prese con la ricostruzione dovendo fare anche i conti con l'alto costo in termini umani cui il conflitto l'aveva costretta. L'economia USA si intrecciò sempre più con quella europea. Quando la Germania non poté far fronte al pagamento dei debiti di guerra, Wall Street investì massicciamente per tenere a galla l'economia europea salvaguardando al tempo stesso un grande mercato di consumo di massa statunitense per i beni prodotti.
Dalla metà del decennio lo sviluppo economico approdò anche in Europa e gli Anni ruggenti poterono così sbarcare anche nella Repubblica di Weimar tedesca, nel Regno Unito ed in Francia. La seconda metà del decennio - sempre secondo la nomenclatura anglosassone - prese il nome di Golden Twenties (I dorati anni venti).


Economia

Gli Anni ruggenti sono tradizionalmente considerati come un periodo di grande prosperità dell'economia che portò all'introduzione di una vasta gamma di nuovi beni di consumo. L'economia del Nord America, in particolare quella degli Stati Uniti, che aveva con successo attuato una transizione da un'economia di guerra ad una economia di pace, ebbe negli anni venti punto di massima espansione.
Gli USA consolidarono la posizione di paese più ricco del mondo, mentre la loro industria si avviava alla produzione di massa assoggettando la popolazione alla cultura del consumismo. Contestualmente, in Europa l'economia non cominciò a svilupparsi fino al 1924.
Negli Stati Uniti, nonostante i progressi economici e tecnologici, le popolazioni afro-americane, gli immigrati e gli agricoltori, insieme a gran parte della popolazione della classe operaia, non beneficiarono del boom economico. Infatti, milioni di persone vivevano al di sotto della soglia di povertà calcolata in 2.000 dollari statunitensi all'anno per famiglia. La Grande depressione di fine decennio non fece che delimitare, ponendovi fine, il periodo degli Anni ruggenti.


Le nuove tecnologie, il cinema e il jazz

Sul piano del costume e della cultura, lo spirito degli Anni ruggenti fu segnato da una generalizzata percezione di discontinuità associata ad un bisogno di modernità conseguente ad una necessaria rottura con la tradizione. Tutto pareva poter essere assoggettato alle moderne tecnologie. Le nuove tecnologie, specialmente, l'automobile, il cinema e la radio erano l'espressione principale - come scoperta dell'uso dei mass media - di questa modernità.
Tale comune sentire ebbe rilevanti effetti formali nel campo architettonico e decorativo, anche nelle piccole cose di uso comune quotidiano. Il divertimento, lo svago e gli hobby furono influenzati dai cambiamenti.
Grazie anche alla diffusione del grammofono e del fonografo (con la nascita di colossi della discografia come la Victor), furono molte le persone che si avvicinarono più di quanto non fosse accaduto in passato alla musica (in particolare a quella jazz) e alla danza, quasi un riflesso incondizionato tendente a rimuovere il ricordo degli orrori del primo conflitto mondiale. Con l'avvento del sonoro nel 1927 viene prodotto Il cantante di jazz (The Jazz Singer), il primo film parlato della storia del cinema.
L'anno successivo, nel 1928, Walt Disney presenta il suo primo cortometraggio con il personaggio di Topolino, intitolato Steamboat Willie.


domenica 24 aprile 2016

RESISTENZA. I DIARI DEL 25 APRILE 1945 (WORLD WAR II, ITALY)








Anniversario della liberazione d'Italia




Emblema della Repubblica Italiana


Tipo di festa nazionale
Data 25 aprile
Celebrata in Italia Italia
Oggetto della celebrazione Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista
Feste correlate Anniversario dell'Unità d'Italia, Festa della Repubblica Italiana, Festa del Tricolore e Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate
Data d'istituzione 22 aprile 1946
Altri nomi Festa della Liberazione, anniversario della Resistenza o semplicemente 25 aprile
"Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire." Sandro Pertini proclama lo sciopero generale, Milano, 25 aprile 1945

L'anniversario della liberazione d'Italia (anche chiamato festa della Liberazione, anniversario della Resistenza o semplicemente 25 aprile) è una festa nazionale della Repubblica Italiana che ricorre il 25 aprile di ogni anno. È un giorno fondamentale per la storia d'Italia ed assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall'8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l'occupazione nazista.





Storia

 


Partigiani sfilano per le strade di Milano


Bologna festeggia la Liberazione



Torino, 6 maggio 1945. Sfilata della liberazione in piazza Vittorio Veneto




Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) - il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani (presenti tra gli altri il presidente designato Rodolfo Morandi, Giustino Arpesani e Achille Marazza) - proclamò l'insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate; parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi[, assumendo il potere «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano», stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo.
«Arrendersi o perire!» fu la parola d'ordine intimata dai partigiani quel giorno e in quelli immediatamente successivi.
Entro il 1º maggio tutta l'Italia settentrionale fu liberata: Bologna (il 21 aprile), Genova (il 23 aprile) e Venezia (il 28 aprile). La Liberazione mise così fine a venti anni di dittatura fascista e a cinque anni di guerra; la data del 25 aprile simbolicamente rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza e l'avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà prima al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica – consultazione per la quale per la prima volta furono chiamate alle urne per un voto politico le donne – e poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione.
Il termine effettivo della guerra sul territorio italiano, con la resa definitiva delle forze nazifasciste all'esercito alleato, si ebbe solo il 3 maggio, come stabilito formalmente dai rappresentanti delle forze in campo durante la cosiddetta resa di Caserta firmata il 29 aprile 1945: tali date segnano anche la fine del ventennio fascista.

 

L'istituzione della festa nazionale







Su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il principe Umberto II, allora luogotenente del Regno d'Italia, il 22 aprile 1946 emanò un decreto legislativo luogotenenziale ("Disposizioni in materia di ricorrenze festive") che recitava:« A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale. » La ricorrenza venne celebrata anche negli anni successivi, ma solo il 27 maggio 1949, con la legge 260 ("Disposizioni in materia di ricorrenze festive"), essa è stata istituzionalizzata stabilmente quale festa nazionale:
« Sono considerati giorni festivi, agli effetti della osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici, oltre al giorno della festa nazionale, i giorni seguenti: [...] il 25 aprile, anniversario della liberazione;[...] » Da allora, annualmente in tutte le città italiane - specialmente in quelle decorate al valor militare per la guerra di liberazione - vengono organizzate manifestazioni pubbliche in memoria dell'evento.